stream of consciousness



sabato, luglio 05, 2008

Ora ciò che mi fa soffrire non è più soltanto il senso di colpa, ma il fatto che tu possa pensare che sia una persona diversa da come sono, solamente perchè ho preso una determinata decisione. Penso che tu mi conosca....non avere dei dubbi, io non sono cambiata, sono la stessa persona che fino a poco tempo fa dicevi di stimare, non sono diventata nè più falsa nè più stronza...te lo giuro.

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venerdì, luglio 04, 2008

Un po' assente dal blog soprattutto perchè in queste sere d'estate ogni occasione è buona per uscire, come è accaduto sia la scorsa settimana, che questa che sta per chiudersi e tuffarsi dentro un weekend in cui mi attende la festa di compleanno della Francy. Stasera ho visto Fra e Robi che non vedevo da un po' e coi quali ho condiviso un piacevolissimo aperitivo di chiacchiere al Palo Alto, ieri sera gelatino tranquillo con Patrizia, mercoledì il "consueto" (tra virgolette perchè non vado più una volta a settimana ma meno di frequente, per una cosa o per l'altra, però devo dire che non ho scritto nulla in proposito, ma lo scorso mercoledì Daniele è stato carinissimo a venire nella mia zona, perchè io non avevo l'auto..Poi sfiga vuole che non ci fosse il film, ma abbiamo comunque trascorso una piacevolissima serata a chiacchierare in un luogo che gli è anche piaciuto molto e che - ha giustamente detto lui - a Milano è difficile da trovare...) cinema con Daniele: abbiamo visto "Il Divo" e devo dire che mi, anzi ci è piaciuto moltissimo, un film veramente fatto benissimo e curato nel minimo dettaglio e tutte le critiche positive che gli sono state fatte sono davvero meritatissime!
Lunedì ho visto Chiara, mentre martedì non sono uscita ma la mia profonda tristezza è stata gentilissimamente confortata e supportata grazie a  una telefonata di un carissimo amico, col quale aprirmi mi risulta semplice....A volte basta davvero buttar fuori la propria sofferenza, condividerla con qualcuno di caro e fidato che sappia farti vedere la situazione da un altro punto di vista e tutto riacquista a poco a poco un'altra prospettiva. "Grazie caro, non so davvero come dirlteo e come contraccambiare, sei stato davvero una medicina dolce ed efficace per me l'altra sera al telefono...!!!"

La mia profonda tristezza...Già...il momento non è affatto semplice e alterno totale sconforto a grinta, decisione e profonda rabbia, per una situazione che ha del paradossale, in cui ogni giorno si aggiunge una nuova vicenda, sempre peggiore e sempre più meschina e inverosimile. L'invidia spesso si spinge verso confini impensabili, portando a compiere atti inattesi, anche dalle persone più insospettabili. Il detto che "Chi si fa i fatti suoi campa 100 anni" credo sia la cosa più saggia che sia mai stata concepita...eppure quanta gente che non esita a farsi i cazzi altrui e a diffondere in giro le notizie, ovviamente modificandole a proprio gusto e piacimento e nell'ottica di un interesse personale....
Sono colpita in modo negativo dal comportamento di una serie di persone che in un modo o nell'altro mi gravitano attorno e ne resto attonita, poi mi incazzo, domandandomi che cosa mai si possa ricavare dall'agire così...
"E mi spiace sia l'averti in un certo senso rovinato la serata, quest'oggi, sia l'essere in qualche modo l'involontaria responsabile di quanto ti è recentemente accaduto...Non potevo tacerti l'accaduto, non avrei avuto la coscienza pulita, forse non avrei dormito in pace e comunque non lo trovavo nè giusto nè sensato. Mi sento davvero in colpa per aver peccato di leggerezza proprio laddove non avrei dovuto, ma è stato un evento non voluto e ora continuo a dirmi che se solo avessi guardato e controllato più e più volte tutto questo forse non sarebbe accaduto. Coi se e i ma però non si costruisce nulla, così come guardandosi indietro...ora bisogna solo guardare avanti e cercare di porre rimedio in fretta a quella che sembra ormai una situazione insostenibile..."

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lunedì, giugno 30, 2008

I just don't know what to do with myself...

Sarà lo "sballo ormonale" di oggi, sarà che ci sono una serie di pensieri che mi rimbalzano nella mente ("Please could you stop that noise I'm trying to get some rest, from all the unborn chicken voices in my head") nel momento in cui mi soffermo un po' troppo a riflettere, sarà che ho una serie di preoccupazioni, amarezze, delusioni trasversali a differenti campi esistenziali...ma oggi sono totalmente e irrimediabilmente invasa da una malinconia profondissima, che non riesco a scacciare e che si insinua, crudele e impietosa, negli antri più oscuri del mio animo.
E non basta pensare al piacevolissimo pomeriggio trascorso ieri, nonostante la breve gita, nonostante il tempo non proprio clemente; non basta pensare al carinissimo sms ricevuto in serata o alle varie e differenti dimostrazioni di affetto ricevute di recente...Lo so che posso ritenermi una persona tutto sommato fortunata, che non ha molto di cui lamentarsi e che invece spesso si lamenta e compiange inutilmente...ma ci sono dei momenti in cui, pur pensando alle persone che ho più o meno vicine, mi sento molto molto sola...e mi chiedo di chi posso davvero fidarmi e su chi posso contare....
Passeranno mai queste crisi?

"..la forza che cerco non ha a che vedere col vincere o perdere. Non voglio un muro per respingere la forza che viene dall'esterno. Quello che voglio è la forza per ricevere gli assalti che arrivano, e sopportarli. L'ingiustizia, la sfortuna, la tristezza, i malintesi, le incomprensioni...Voglio la forza per sopportare tranquillamente tutte queste cose."
(Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia, pag. 345)

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domenica, giugno 29, 2008

A new home - Parte 2

La settimana appena trascorsa ha avuto un "risvolto decisivo" per la mia futura abitazione: ho scelto definitivamente i colori delle pareti e ho comprato le vernici! E quale gioia ieri, dopo giorni di perplessità, dubbi e preoccupazione di dover modificare ripetutamente i colori, nel vedere che invece le tonalità scelte mi piacciono moltissimo!!!! Dunque, la camera avrà pareti viola e verdi e il soggiorno lilla. Detto così forse i colori possono apparire inusuali e bizzarri...ma sono bellissimi!!!
Ieri pomeriggio, oltre alla prova-colori, un'ardua e faticosa pulizia delle piastrelle del bagno e delle piccole piastrelline della cucina. Alla fine ero esausta, tant'è che non sono nemmeno uscita, nonostante la proposta del cinema o della notte bianca a Varese.
Da giovedì, arrivo a sera che sono sfinita, mi metto a leggere sul letto o sul divano e crollo addormentata in men che non si dica...sarà il caldo, sarà un po' di debolezza, sarà che a volte in questi giorni mangio poco perchè l'afa non mi favorisce l'appetito, ma a sera sono davvero un relitto...
Beh, devo dire che sono uscita in modo continuativo dallo scorso sabato a mercoledì, senza stare in casa una sera e questo può avere influito sulla stanchezza e la debolezza...
Oggi pomeriggio mi aspetta una gitarella col mio amico Mauro, Anna e degli altri amici...Ora vado a pranzare, altrimenti non mi reggerò...

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sabato, giugno 21, 2008

Premio Arte y Pico


Ho ricevuto il premio Arte y Pico dalla carissima Bailing, che  
ringrazio infinitamente per le bellissime, forse eccessive, parole spese per il mio blog, parole che hanno costituito una piccola soddisfazione per me e che riporto qui, pur consigliandovi una visita al suo bellissimo blog, il quale non viene da me premiato semplicemente perchè qualcun altro lo ha gia fatto: "Klaudia78:
Innanzitutto perché è un diario di vita. E poi perché mi piace moltissimo il modo in cui parla di libri, di musica e di vacanze. Inoltre premio speciale per la longevita del suo blog (ben 4 anni!)"


Ed ecco le regole del premio: ora tocca a me assegnarlo a mia volta a cinque blogger.

Regole:
* Il premiato deve scegliere 5 blog che considera meritevoli per creatività, design e materiale particolare utilizzato, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua.
* Ogni premio assegnato deve mostrare il collegamento al blog premiato in modo che tutti possano visitarlo.
* Ogni premiato deve esibire il premio e mostrare il collegamento al blog da cui è stato premiato.
* Il premiato deve mostrare il collegamento al blog Arte y Pico.
* Il premiato deve a sua volta pubblicare le regole.

I miei cinque blogger meritevoli:

Una Testarda Apostrofata: per il suo modo di scrivere davvero affascinante e perché mi riconosco in moltissimi dei suoi post. Credo che oltre ad avere lo stesso nome, abbiamo anche molto delle nostre personalità in comune


Coexist: per il suo piacevole e delizioso modo di scrivere di musica, di attualità e di se stessa


Duca degli Abruzzi: per i suoi post originalissimi e densi di significato, anche se rari, purtroppo



Stradainverno: per il suo modo di descrivere la bellezza della natura e per le deliziose immagini che talvolta accompagnano i suoi post

Pirata dell'amor: per la sensibilità e la sincerità con cui nei post parla di sé e delle sue emozioni

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venerdì, giugno 20, 2008

Brividi, estasi....e nostalgia

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Radiohead@Arena Civica, 18 giugno 2008
I'm not here....this isn't happening, storia di un concerto

Setlist:
01. Reckoner
02. 15 Step
03. The National Anthem
04. All I Need
05. Nude
06. Airbag
07. The Gloaming
08. Dollars & Cents
09. Arpeggi
10. Faust Arp
11. How To Disappear Completely
12. Jigsaw Falling Into Place
13. A Wolf At The Door
14. Videotape
15. Everything In Its Right Place
16. Idioteque
17. Bodysnatchers
encore #1:
18. House Of Cards
19. There There
20. Bangers N’ Mash
21. Just
22. The Tourist
encore #2:
23. Go Slowly
24. 2+2=5
25. Paranoid Android

Mercoledì sera sono stata all'attesissimo e sospirato concerto dei Radiohead. Ho comprato i biglietti lo scorso 30 novembre, quindi l'attesa è stata davvero lunga e man mano che la data si stava avvicinando l'entusiasmo e l'aspettativa crescevano inesorabilmente e mi portavano ad atteggiamenti da vera "Radiohead addicted", tipo andare a curiosare le varie setlist dei concerti, fare pronostici e più che altro sperare di capitare alla data "giusta" e per quanto mi riguarda, pur essendomi persa di nuovo Street Spirit ed Exit Music, sono felicissima perchè ho potuto ascoltare dal vivo, finalmente, "How to disappear completely" e "A wolf at the door", nonchè un'inaspettata "2+2=5", eseguita per la primissima volta in questo tour 2008!
Una serata densa di emozioni, due ore e un quarto di splendida musica, di coreografia spettacolare com'è loro abitudine, con giochi di luce affascinanti e sensazionali. A me il concerto è piaciuto moltissimo, anche se i miei amici più "esperti" hanno sostenuto che il volume fosse pessimo e che non si sentissero affatto le chitarre...Purtroppo non ho nè la competenza nè l'orecchio così fino per poterlo dire, a livello tecnico non me ne intendo, ma a livello emotivo/emozionale posso ritenermi pienamente soddisfatta, ho cantato a squarciagola le mie canzoni preferite (e le poche che sapevo esattamente a memoria), ho saltato e ballato su "Idioteque" (spettacolo!!!), "There there", "2+2=5", ho passato una bella serata in compagnia di alcuni fra i miei amici più cari, la Fra, Fabio, Daniele, mi sarei anche invaghita di una persona che però sapevo fin dall'inizio essere impossibile fuori di ogni dubbio. Insomma, una serata da custodire gelosamente tra i ricordi più belli, anche se rovinata da alcune notizie poco piacevoli e danneggiata poi da una giornata, quella di ieri, negativa come poche altre nell'ultimo periodo, non solo per me...Ma un pochetto si è riscattata, grazie a un supporto sempre prezioso, che ha fatto da pronto soccorso nel primo pomeriggio e poi sul finale, in serata, grazie a un'uscita con la Patty e grazie a una lunga telefonata ormai notturna, fino a mezzanotte e mezza, con quella che considero una delle persone a me più care e una delle persone più belle che conosca, nonostante i nostri periodici dissidi. ("Ma lo sai che mi mancherai un casino se dovesse davvero succedere quello che si sente nell'aria? Te l'ho scritto anche stamattina, come farei senza di te? Ti voglio troppo bene...ho paura di quello che ci attende")

postato da klaudia78 13:30 | commenti (2)

sabato, giugno 14, 2008

"Vorrei sapere come stai, se ci sono stati ulteriori progressi, se c’è qualche novità in merito a quel maledetto incidente. Vorrei che mi raccontassi come va al lavoro, come passi le tue giornate, se stai leggendo qualcosa di interessante o se hai qualche nuovo gruppo da consigliarmi o segnalarmi, se hai qualcosa da dirmi, di cui parlarmi.
Vorrei raccontarti della mia mini-vacanza in Calabria e del fatto buffo che si è verificato in quei giorni, vorrei parlarti delle novità relative alla mia casetta, dirti dei piccoli screzi, sciocchi ma che mi hanno comunque fatta stare male, che si sono verificati questa settimana. Vorrei raccontarti che ieri sera ho visto la partita all'Old Wild West del Bicocca Village con le mie amiche e mi sono divertita tanto, a parte il risultato, ma poi quando siamo uscite diluviava e nel tragitto a piedi dal Bicocca alla stazione di Greco mi sono infradiciata tutta e sono giunta a casa un'ora e mezza dopo, che stavo congelando...Vorrei parlarti dei libri che ho letto, manifestarti il mio entusiasmo per l'ormai imminente concerto dei Radiohead...
In due parole, ho una voglia immensa di sentirti anche soltanto al telefono, dato che immagino che organizzare un incontro possa risultarti particolarmente complicato...Attendo paziente di riuscire a parlare con te, chiedendomi quando potrà essere la giornata buona, pensando a tutte le cose che ho da dirti, chiedendomi anche se ti possano poi interessare così tanto...o se tu abbia voglia di parlarmi di te. Questo bisogno di condividere le cose è  quasi solo mio, me ne rendo conto…Non sono inutili seghe mentali, sono domande e riflessioni che talvolta fanno capolino, specie quando sento un po' la tua mancanza e non so quando e come potrò colmarla…Ti voglio bene."

postato da klaudia78 21:27 | commenti (5)

Books 2008 - Parte 4

Riecco, dopo circa un mesetto, i post dedicati alle mie letture. Ieri sera, tornata fradicia da Milano (dove mi sono fermata a vedere la partita e sono stata colta dal diluvio universale), mi sono buttata subito sotto la doccia calda e poi, sebbene fossero solo le 22, mi sono messa il pigiamino e sotto le coperte ho concluso il sesto libro di questa tranche e sono quindi pronta alle consuete mini-recensioni. Devo dire che questa volta tutti i libri sono stati di livello piuttosto elevato!
Per chi volesse recuperarli, i post precedenti sono del 15 febbraio - 19 marzo – 16 maggio.
- Il fondamentalista riluttante, di Mohsin Hamid
In un caffè di Latore, Changez, un giovane pakistano, racconta a un americano la sua storia. Laureato a Preinceton con il massimo dei voti, viene subito assunto da un’importante società di consulenza di New York e diviene un brillante analista finanziario. Conosce Erica, una ragazza tanto bella, quanto fragile e con sempre più evidenti problemi psicologici, e si innamora di lei, ma per una serie di motivi, tra cui la personalità confusa della ragazza, non riesce a costruire con lei una relazione vera e propria. L’11 settembre 2001, insieme al crollo delle Twin Towers, crollano anche tutte le certezze di Changez (“Vidi crollare prima una e poi l’altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi”): è il primo sintomo di una trasformazione sempre più inarrestabile, che lo porterà a porsi domande sulla sua reale identità pakistana e sul suo essere ormai omologato a un perfetto americano. Partendo da un radicale cambiamento di look, facendosi crescere la barba come i pakistani, inizia a perdere colpi sul lavoro, interrogandosi sulle conseguenze del suo agire da analista senza scrupoli. Intanto, la New York post 11 settembre è diventata sempre più spaventata, intollerante, razzista: per strada lo additano e lo chiamano “arabo”, figurandoselo come un potenziale terrorista. Changez racconta dunque la sua trasformazione da manager rampante in un “fondamentalista riluttante”, fino a una conclusione che spiazza il lettore, lasciando uno scenario a mio avviso aperto e mozzafiato. Un libro che senza dubbio mi ha fatto molto riflettere sulle difficoltà identitarie e culturali di tutti coloro che provengono da India o Pakistan e studiano e lavorano negli Stati Uniti, nonché sulle conseguenze dell’11 settembre sul popolo americano, sulle sue paure, sulla sua percezione del “diverso”, sul modo di vivere.
Senza dubbio consigliato!
- La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni
Una vecchia signora indiana in una botteguccia di Oakland, California, con le sue mani nodose sfiora polveri e semi, foglie e bacche, alla ricerca del sapore più squisito o del sortilegio più sottile. E' Tilo, la Maga delle Spezie. La sua storia inizia in uno sperduto villaggio indiano dove la rapiscono i pirati per portarla su un'isola stregata e meravigliosa dove Tilo apprende la magia delle spezie che in America le permetterà di aiutare chi, come lei, si è lasciato l'India alle spalle. Nella Bottega della Maga sfilano vite e desideri, fatiche e speranze d'immigrati, e le spezie, con i loro mille, minuscoli occhi, scrutano ogni gesto della loro signora, la consigliano, la redarguiscono.
Un libro emozionante, che anch’esso mi ha indotto a riflettere sulla cultura indiana e sulle difficoltà, le speranze, le paure che devono affrontare coloro che hanno scelto di cercare una vita migliore negli Stati Uniti, portandosi appresso una cultura tanto affascinante quanto, talvolta, difficile da comprendere, in un Paese come l’America. Mi ha colpita e affascinata il modo in cui gli indiani restano legati alle loro tradizioni e alla cultura d’origine, pur a un oceano e migliaia di chilometri di distanza dal loro Paese.
- The namesake, di Jhumpa Lahiri
Un altro libro in cui emerge il rapporto tra due culture differenti, per quanto diverso da entrambi i precedenti. Tradotto in italiano con il titolo “Il destino nel nome”, da cui l’omonimo film, è il primo libro in lingua originale che ho letto quest’anno (per tenermi allenata e arricchire il vocabolario, cerco di leggere un po’ anche in inglese).
Ashima e Ashoke sono due giovani bengalesi che dopo il matrimonio a Calcutta si trasferiscono negli Stati Uniti, dove Ashoke ha un lavoro come ricercatore universitario. Quando nasce il loro primo figlio, lo chiamano “Gogol”, in onore al celebre scrittore russo, di cui il padre è un grande ammiratore, ma soprattutto perché, anni prima, sopravvisse a un incidente ferroviario stringendo nel pugno le pagine strappate e bruciacchiate del “Cappotto', il libro che stava leggendo al momento del disastro.
Il libro narra poi la vita di Gogol, intrecciata con quella della sua famiglia: il suo crescere come un giovane americano, la cultura bengalese molto importante in famiglia, ma in cui lui e la sorella si riconoscono sempre di meno, la madre che vive male nel veder crescere i figli lontani dai valori e dalle tradizioni delle loro origini.
Un libro intenso, commovente, emozionante, che descrive in modo preciso e ammirevole le difficoltà del vivere in un Paese lontano dal proprio, sia fisicamente che dal punto di vista culturale, e gli sforzi di compiere qualche passo verso l’integrazione, preservando però sempre la propria identità, la propria appartenenza culturale. Meraviglioso, davvero!
- Stronzate. Un saggio filosofico, di Harry G. Frankfurt
"Uno dei tratti più salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione. Tutti lo sanno. Ciascuno di noi da il proprio contributo. Tendiamo però a dare per scontata questa situazione. Gran parte delle persone confidano nella propria capacità di riconoscere le stronzate ed evitare di farsi fregare. Così il fenomeno non ha attirato molto interesse, né ha suscitato indagini approfondite. Di conseguenza, non abbiamo una chiara consapevolezza di cosa sono le stronzate, del perché ce ne siano così tante in giro" . Ecco l'incipit di questo brillante saggio filosofico, la cui essenza è la seriosa leggerezza con cui l'autore affronta una domanda, all'apparenza stupida: "cos'è una stronzata ?". La ricerca della definizione, del significato e di quanto le stronzate siano nemiche della verità ben più delle menzogne porta l’autore a una serie di riflessioni che spaziano da sant'Agostino a Wittgenstein, a Pound.
Stronzate” è il primo passo per la costruzione di una teoria delle stronzate. Frankfurt distingue il "dire stronzate" dal semplice mentire. Mentre infatti un bugiardo fa deliberatamente un'affermazione falsa, pur conoscendo la verità, colui che dice una stronzata ("bullshitter", in inglese) è semplicemente disinteressato alla verità stessa. I "bullshitters" mirano principalmente ad impressionare il proprio pubblico. Mentre il mentitore deve conoscere la verità per poterla meglio nascondere o contraffare, il "bullshitter" non fa uso alcuno della verità o della nozione di verità. Per questo motivo, Frankfurt afferma che "la stronzata è un nemico della verità più grande della menzogna", arrivando a concludere che"...la sincerità è in sé una stronzata." Un librettino arguto, simpatico, interessante, che si legge al massimo in un paio d’ore e che porta a riflettere su un’ampia fetta del mondo quotidiano.
- La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano

Primo libro di un giovanissimo autore torinese, laureato in fisica. Sono stata attratta principalmente dal titolo, oltre che dalla recensione di Giovanna Zucconi a “Che tempo che fa”.
Credo di poter dire che tra tutte le centinaia di libri che ho letto fino ad ora, di diverso genere, di epoche differenti, di diversa caratura, “La solitudine dei numeri primi” sia uno dei più malinconici, o addirittura tristi, in assoluto. Narra la storia di Alice e Mattia, numeri primi appunto, sempre ad un centimetro dal contatto, sempre e solo solitudini che si sfiorano appena senza mai veramente toccarsi: “Mattia pensava che lui e Alice erano cosi, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto”. Il romanzo inquadra i due protagonisti dall’infanzia, quando per entrambi si verifica un episodio che li segnerà per tutta la vita e prosegue sino all’età adulta, passando per l’adolescenza e la giovinezza. Nel 1983, data d’inizio del romanzo, Alice ha sette anni e odia lo sci, sport impostole con ossessione dal padre che ne vuole fare una campionessa. Durante un allenamento Alice cade e questa caduta compromette per sempre corretto uso di una gamba. Mattia ha una sorella gemella, Michela, ritardata. Dopo essere stati invitati alla prima festa di compleanno, Mattia decide, per la vergogna, di abbandonare la sorella in un parco, recandosi da solo a casa dell’amico. A festa conclusa Mattia torna nel parco ma della sorella non c’è più traccia. Questi due episodi segnano per sempre i corpi e le menti dei due protagonisti, che si incontrano poi durante il liceo. Scatterà subito una sintonia tra di loro magnetica, che darà vita a un rapporto stranissimo, inusuale, ma saranno le paure, le insicurezze a vincere e a causare il loro progressivo allontanamento. “La solitudine dei numeri primi” racconta una storia di desideri e assenze, di dolori e perdite, di occasioni mancate e lacerazioni, di profonda sofferenza e autoannientamento (Alice è anoressica mentre Mattia è un autolesionista, che si procura tagli e ferite), di inadeguatezza alla vita, di diversità. Temi importanti e complessi, trattati con la giusta empatia e con adesione totale a personaggi difficili e di complicata immedesimazione. Insomma, dal mio punto di vista un esordio sorprendente ed eccellente di uno autore giovanissimo e peraltro uomo di scienza, matematico.
Un libro che indubbiamente mi ha colpita, doloroso, sferzante, impietoso, originalissimo e molto ben scritto!

- La morte non dimentica, di Dennis Lehane
Traduzione anomala di un titolo che in lingua originale è “Mystic River”, da questo libro Clint Eastwood ha tratto l’omonimo film, stupendo, di ottimo livello, uno dei miei preferiti. Devo dire che partiva comunque da un’ottima base: mi dispiace aver letto il libro conoscendo la storia, perché credo che sarebbe stato ancor più entusiasmante.
E’ il terzo libro di Lehane che leggo in pochi mesi e trovo che sia il migliore: profondo, introspettivo, i personaggi sono ben descritti e delineati, ampio spazio è lasciato alle loro riflessioni. Un libro davvero ben scritto, che difficilmente si può dimenticare, che cattura nel vero senso della parola, penetrando nei recessi più oscuri dell’animo e facendo percepire e vivere il disagio, il dolore e l’angoscia dei protagonisti, che pervade buona parte o addirittura tutto il libro. Nel 1975 a Boston Sean, Jimmy e Dave sono tre ragazzini come tanti altri che trascorrono sempre assieme il loro tempo libero, ma verranno segnati da un terribile trauma infantile: un giorno Dave, dopo essere stato adescato da due uomini che si fingono poliziotti, viene rapito per quattro giorni, fino a quando riesce a sfuggire ai rapitori. Da questo momento la loro vita cambia per sempre. Dopo 25 anni, le loro vite si intrecceranno nuovamente: è di nuovo il dolore, che un tempo li aveva separati, a riunirli: Katie, la figlia di Jimmy, viene ritrovata morta, e Sean è il poliziotto incaricato delle indagini. I sospetti di quella morte si appuntano su Dave, la vittima dell'abuso, ma la realtà si rivela molto più complessa e crudele.

Non mi resta ora che auspicarmi che i prossimi 6 libri siano di un livello altrettanto elevato…Dunque, al prossimo post letterario!

postato da klaudia78 21:22 | commenti (2)

mercoledì, giugno 11, 2008

Manca una settimana....se Thom mi canta questa, potrei mettermi a piangere di gioia, estasi e commozione...: non è una canzone, è una melodia ammaliante e unica...lo voglio sentire gemere, con la sua voce celestiale e unica, in quel suo urlo disperato e catartico nel contempo, voglio che mi vengano i brividi...voglio poter cantare a squarciagola "I'm not here, this isn't happening"...e pensarlo proprio riferito a quel preciso istante...

How to disappear completely (and never be found)

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